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L’emergenza abitativa in Campania. PDF Stampa E-mail

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La nuova giunta regionale si è insediata da oltre due mesi ma francamente non vediamo ancora alcuna attività propositiva circa le attività che pure hanno fatto parte del programma di governo del centro destra.
La nostra regione, in questa forte situazione di crisi economica vive più di altre tale situazione drammatica che si sta sommando alle difficoltà di bilancio regionale dovute al buco (meglio dire voragine) della sanità.
Partiamo da questo per ricordare al Governo regionale che il settore delle politiche abitative nel lontano 2003 “prestò” per tale situazione ben 550 milioni di euro che erano i residui delle trattenute Gescal giacenti presso la Cassa Depositi e Prestiti. Con questa somma anche dilazionata nel tempo si potrebbero completare e avviare molte iniziative per risolvere o meglio per affrontare la situazione di vera e propria emergenza abitativa che vivono gli inquilini e le famiglie nella nostra Regione. Una situazione di per sé grave e che si accentua in questi ultimi due anni con l’incalzare della crisi economica che sta fortemente interessando la nostra regione. I dati del disagio abitativo (come oggi si indica la emergenza) furono illustrati in un convegno sulle “Politiche Abitative” promosso dalla Regione nel 2008 si individuò una strategia d’intervento che con i “pochi” fondi ordinari si sarebbero finanziati gli interventi di recupero e costruzione di alloggi ‘utilizzando i fondi europei (fra l’altro previsti da una stessa direttiva dell’UE).
Ciò partendo dalla ricerca che aveva verificato la situazione abitativa in Campania. Il lavoro, di ottimo livello, confermava i dati e le questioni che sono stati posti da anni (dall’esigenza di nuove abitazioni, alla necessità di interventi di ricostruzione delle nostre periferie, dal fatto che l’emergenza abitativa colpisce l’area metropolitana napoletana, alcune realtà del Casertano e del Salernitano). Quello che ci colpi maggiormente nell’esaminare la ricerca è che sul territorio non vi sono dati da cui rilevare lo specifico abitativo della Regione Campania. Pensiamo solo, ove ci fosse stato, una attività da parte della Regione ai bandi di sostegno all’affitto che periodicamente vengono effettuati per l’applicazione dell’art. 11 della legge 431/98. Oltre 35 mila campani hanno usufruito dei finanziamenti e molti altri sono stati i partecipanti. Sicuramente ove si recepivano i dati relativi a questi soggetti avremmo avuto anche un ulteriore dato da analizzare sul peso “dell’affitto” in relazione alla capacità economica delle famiglie campane. Anche gli stessi dati che si desumono per gli alloggi di edilizia pubblica non si estendono anche al patrimonio dei Comuni (si pensi i capoluogo di provincia o, in Provincia di Napoli, agli oltre 20 mila alloggi di proprietà del Comune di Pozzuoli) e quello che è più interessane gli Iacp non hanno dati omogenei. I dati che sono stati elaborati assumono comunque un forte indicatore su dove intervenire. Non possiamo più permetterci quanto è avvenuto con la ricostruzione post-sisma che ha concentrato problemi sociali immensi fornendo comunque una risposta quantitativa di abitazioni ma certamente (vedi alcune città della Provincia di Napoli) aggravando la situazione socio economica di moti territori. Tali nuove linee d’intervento sono da condividere poiché nel passato la Regione non ha avviato un piano d’intervento sinergico con altri settori (in primo luogo i fondi europei) ma ha avviato interventi per “temi”; le baracche, l’acquisto della prima casa, la questione del Vesuvio, etc. Sicuramente molto meglio dei finanziamenti a pioggia che venivano “distribuiti” all’epoca del piano decennale per la casa con i bienni di finanziamento della legge 451/78. Oggi, sul Governo regionale grava la responsabilità di riavviare in tempi rapidi le attività edilizie per dare una risposta alle famiglie napoletane e francamente richiedere condoni edilizi non può essere l’unica risposta possibile.
*Coordinatore regionale Cgil Casa

Fonte: Quattromura 21 Giugno 2010.

 
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