Menu Content/Inhalt
Home arrow News

Cerca nel portale con Google

Il diritto alla casa nella prospettiva dell’Europa. PDF Stampa E-mail
Image 
 
La crisi globale dell’alloggio
Tutti i paesi dell’Unione Europea hanno ratificato i trattati internazionali e le convenzioni che riconoscono e proteggono il diritto alla casa che peraltro è sancito anche nelle varie Costituzioni nazionali
Malgrado ciò, nonostante ci sia l’impegno a migliorare la condizione abitativa per 100 milioni di persone entro il 2020, e a dispetto della Strategia di Lisbona per l’inclusione sociale a livello europeo, il diritto alla casa è sempre più violato e sacrificato, assistendosi progressivamente all’accantonamento del problema e talvolta ad azioni propriamente lesive del programma.
La crisi globale dell’alloggio si aggraverà. A livello mondiale ci sono infatti più di 1 miliardo di persone che sono senzatetto o mal alloggiate, un livello che è stato previsto raggiungerà 1.7 miliardi nel 2020.
In Europa la crisi abitativa colpisce 70 milioni di persone mal alloggiate, di cui circa 18 milioni sotto sfratto e 3 milioni senzatetto.
La crisi è infatti aggravata dalle privatizzazioni del settore abitativo pubblico e sociale, dalla mercantilizzazione del mercato abitativo, anche nella maggior parte dei nuovi Stati membri, dalle migrazioni e dagli insediamenti urbani non equilibrati, dall’espulsione delle classi popolari, dai progetti di sviluppo urbano orientati verso le imprese e il turismo, dalle politiche orientate verso l’accesso alla proprietà, avendo per risultato un enorme approfondimento delle disuguaglianze e della segregazione sociale intra-urbana.
Il risultato è un aumento esorbitante del deficit di alloggi dignitosi accessibili, dei prezzi degli affitti, della diminuzione della sicurezza della locazione nei contratti, di mutui sempre più rischiosi e di altre forme di “disagio” immobiliare che colpiscono i giovani, gli anziani, i disoccupati, i poveri, i migranti, ma anche le famiglie a reddito medio.
Questa situazione porta all’opposto dell’inclusione sociale: emarginazione, precarizzazione e segregazione sociale; sviluppa la disuguaglianza, la speculazione e la corruzione.

Riconoscimento europeo del diritto alla casa
La politica degli Stati da sola non è sufficiente ad arginare il fenomeno poiché il grosso dell’economia e della circolazione di finanziamenti è veicolata dalla Unione Eruopea, attraverso i vari Fondi, attraverso la politica monetaria della Banca Centrale Europea più interessata a sollevare l’economia dei nuovi Stati membri che a risolvere i problemi di quelli vecchi.
Difronte ad una tale emergenza ben poco può essere fatto da chi, spesso a un livello locale ha la responsabilità delle politiche abitative. Gli IACP sono l’ultimo baluardo in difesa del diritto della casa: raccolgono le istanze immediate di chi versa in stato di difficoltà per mancanza di alloggio dignitoso, ma sopravvivono a fatica sull’onda di una politica nazionale di tagli ai finanziamenti e di dismissione dell’edilizia sociale e popolare a favore degli imprenditori privati.
Per questo motivo appare necessario che il vero cambiamento parta dall’UE che deve adottare Direttive per rendere giudiziabile il diritto alla casa in favore dei senzatetto e mal alloggiati, offrendo cioè la garanzia legale ed esecutiva di accedere a una casa sicura e dignitosa .

Rafforzare gli operatori pubblici
L’idea che circola tra gli operatori del settore dell’edilizia popolare è che si sviluppi un nuovo quadro di riferimento per un Servizio Abitativo Pubblico Europeo, includendo anche il settore no-profit, sociale e cooperativo. I vari tipi di Enti – come gli Iacp, Aler,Ater-che forniscono alloggi dignitosi ed accessibili a tutti, e che sono sottoposti alle norme definite dall’Ue per una gestione sociale e democratica, devono poter godere di uno specifico appoggio pubblico, come gli sgravi fiscali o le sovvenzioni
Tenendo conto che il 40% dell’energia è consumato dagli immobili, serve una Direttiva europea per immobili a consumo zero, cioè che producano tanta energia quanta ne consumano, anticipando la scadenza del 2018, recentemente votata dal Parlamento europeo
L’UE, così come gli Stati membri, devono sviluppare dei programmi coordinati per finanziare politiche per la casa accessibile e dignitosa creando un apposito Fondo o ampliando il ricorso ai Fondi strutturali Europei.

Fermare le privatizzazioni
Il settore abitativa pubblico deve essere escluso totalmente della direttiva di Bolkenstein sulla liberalizzazione dei servizi pubblici di interesse generale.
Vanno fermate immediatamente le privatizzazioni del settore abitativo pubblico e rafforzati gli Enti pubblici che gestiscono e realizzano edilizia residenziale pubblica.
L’UE deve sviluppare una strategia che assicuri che in tutti gli Stati membri i costi abitativi (affitto o mutuo più le spese) non superino una certa parte del reddito domestico. Il tasso massimo deve essere definito secondo il livello di reddito. Mentre può trattarsi di una certa percentuale per i percettori di redditi medi, deve essere sensibilmente inferiore per i più poveri. In nessuno caso questi costi devono costringere le persone a ritrovarsi sotto la soglia di povertà.
Tra i possibili strumenti per ridurre i costi abitativi ci sono la fornitura di alloggi pubblici e sociali, le norme giuridiche, le azioni sul prezzo ed il controllo degli affitti, le tariffe sociali, le sovvenzioni dirette per i più poveri, l’introduzione del reddito minimo, il credito pubblico a tasso ridotto per gli investimenti nell’alloggio, la concessione di terreni pubblici, gli investimenti pubblici e le sovvenzioni per migliorare l’efficienza in materia di energia e di acqua, l’ottimizzazione delle infrastrutture, la trasparenza sui costi dei servizi pubblici, e, naturalmente, la fornitura di una quantità soddisfacente di alloggi dignitosi ed accessibili.
L’auspicio è che si giunga ad un programma che sostenga lo sviluppo di soluzioni abitative alternative e progetti sperimentali di un nuovi tipi di case popolari, sensibili al multiculturalismo ed alle questioni dell’esclusione sociale, in partenariato con le autorità locali, la società civile e gli investitori sociali, per esempio le comunità per l’autocostruzione e autorecupero abitativo.
*Presidente Iacp Provincia di Napoli

Fonte: Quattromura 2 Luglio 2010.
 
< Prec.   Pros. >

Area Associati






Password dimenticata?

News Flash

Il Portale Immobiliare
Piattaforma immobiliare della FIAIC
designed by madeyourweb.com mambo templates