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 Tutto si può dire fuorché che il patrimonio immobiliare del Belpaese sia in mano ai giovani. A testimoniarlo c’è ora l’indagine contenuta nella seconda edizione del volume ‘Gli immobili in Italia’ messa a punto dall’Agenzia del Territorio e dal Dipartimento delle Finanze, che rileva come in Italia solo il 3,6% degli immobili è di proprietà di degli under 30. Insomma sebbene quello italiano possa vantarsi d’essere un popolo di proprietari poiché tre famiglie su quattro posseggono la casa dove vivono, va rilevato che questi proprietari sono tutti ‘adulti’. Secondo le rilevazioni ottenute incrociando i dati delle ultime dichiarazione dei redditi (riferite all’anno d’imposta 2008) con quelli a disposizione del catasto, si scopre che appena poco più di un terzo degli immobili è di proprietà di persone sotto i cinquant’anni. Insomma la precarietà dei giovani, è stato registrato, va oltre il lavoro e investe anche il tetto. Nei fatti, è stato anche osservato, a detenere la proprietà della stragrande maggioranza degli immobili sono coloro che hanno alle spalle almeno una ventina di anni di lavoro. Non è un caso, dunque, che in Italia oltre la metà degli immobili è di proprietà degli over 50. E parliamo, più precisamente del 62,9% del totale degli immobili d’Italia. In particolare il 39% di questi sono appannaggio di quanti hanno un’età compresa tra i 51 e i 70 anni mentre agli ultrasettantenni va il restante 23,1% delle abitazioni. La quota dei proprietari under 50 (0-50 anni) arriva insomma appena al 37,1%, percentuale, questa che comprende qual 3,6% dei fabbricati intestati agli under 30. Il quadro non cambia in termini di proprietà condivise, le cui percentuali riducono ancor di più il divario tra gli under e gli over 30. Sul fronte di questo segmento, infatti, la quota di giovani sotto i trent’anni che risulta proprietaria in condivisione di un immobile si abbassa al 2,8% mentre quella degli ultracinquantenni si eleva a 67,1%. La fotografia scattata dall’Agenzia del Territorio spiega insomma come il 35,4% del patrimonio immobiliare imponibile sia detenuto da pensionati, seguiti da lavoratori dipendenti (32,4%) e dai possessori di redditi derivanti prevalentemente da fabbricati (18,3%) o da coloro che vivono delle rendite delle locazioni. Una categoria quest’ultima significativa, visto che rappresenta poco meno di due milioni di contribuenti e l’8,3% di chi possiede un’immobile, anche se molto ridotta rispetto alla percentuale di proprietari pensionati (39,3%) e di proprietari dipendenti (41,3%). Capitolo minoritario e a sé è quello relativo ai lavoratori autonomi e agli imprenditori. Segmento, questo, che afferma di possedere solo l’11,1% del totale del patrimonio immobiliare italiano. Secondo il Rapporto dunque “la proprietà immobiliare è principalmente collegata alle disponibilità economiche dei soggetti, ed è così associata a livelli maggiori di reddito e ricchezza”. Secondo l’analisi contenuta ne ‘Gli immobili in Italia’ se il reddito medio di un italiano è di 18.800 euro/anno, quello di chi possiede una casa è di almeno 22.800 euro/anno. Fonte: Quattromura uscita del 21 luglio 2010
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