| Wall street chiude invariata, l'Europa in rosso. Milano la piazza peggiore. |
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Wall Street chiude su posizioni sostanziamente invariate: il Dow Jones perde lo 0,08% a 10.358,40 punti, il Nasdaq arretra dello 0,03% a 2.249,08 punti, mentre lo S&P 500 avanza dello 0,10% a 1.096,25 punti. Dopo la chiusura della piazza americana, l'euro è scambiato a 1,2934 dollari. Chiusura invece negativa per le Borse europee in una giornata estremamente volatile. A fine contrattazioni Piazza Affari è stata la peggiore in Europa con l'indice FTSE Mib in flessione dell'1,56% e il FTSE IT All Share dell'1,46 per cento. Male anche Parigi (-1,41%), Francoforte (-0,97%) e Londra (-0,8%). In ribasso anche Wall Street. A deprimere i mercati è stata la pubblicazione di nuovi dati macroeconomici degli Stati Uniti che hanno accentuato i timori di un rallentamento della ripresa economica, mandando in secondo piano i positivi risultati giunti dalle trimestrali di Alcoa (lunedì), Intel (mercoledì), e Jp Morgan (oggi, giovedì). Nel dettaglio, gli indici che hanno depresso le Borse sono l'indicatore Fed di Filadelfia (che misura le previsioni sulle condizioni economiche) che a luglio è calato a 5,1 punti da 8 (gli analisti stimavano 10 punti). Deludente anche il dato sull'andamento dell'industria manifatturiera, l'indice di New York è sceso in luglio a 5 punti da 19 punti, molto peggio delle previsioni (18 punti). Notizie che indeboliscono il dollaro e spingono, dall'altro lato della medaglia, l'euro al rialzo con un balzo a 1,28 dollari. Notizie che hanno ridimensionato buona trimestrale di Jp Morgan (utili a 4,8 miliardi di dollari, +77%) e i dati positivi sul fronte del lavoro negli Usa (le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese a 429mila unità la settimana scorsa da 458mila, gli economisti se ne aspettavano 445mila). Sui mercati prevale l'incertezza all'indomani della revisione al ribasso delle prospettive sull'economia statunitense da parte della Fed a cui si é aggiunta stamane la notizia del rallentamento della crescita cinese nel secondo trimestre (che segna comunque un robusto +10,3%). Piazza Affari. Sul listino milanese deboli le banche, con Intesa Sanpaolo a guidare le vendite nel settore. Male Atlantia, mentre Lottomatica é balzata di oltre il 4%. Ha limitato i ribassi Mediaset (-0,05%) che ha beneficiato dei dati positivi sulla raccolta pubblicitaria e delle attese per la pubblicazione il 29 luglio dei risultati trimestrali. Secondo il rapporto Nielsen, la pubblicità ha chiuso i primi cinque mesi dell'anno con una crescita del 3,8% rispetto al 2009 e per fine anno le previsioni sono per un incremento leggermente superiore al 3 per cento. Telecom Italia ha ceduto lo 0,26% al'indomani dell'annuncio che la società ha congelato il piano di licenziamenti per 3.700 persone. St lascia sul parterre l'1,37% dopo la corsa delle ultime sedute. Fiat ha perso lo 0,91% dopo i dati diffusi oggi da cui si evince che le immatricolazioni europee del gruppo hanno accusato una flessione 20,4%, contro quella del mercato del 6,2 per cento. Il risiko bancario spinge al rialzo la Borsa di Atene. In controtedenza la Borsa di Atene che ha chiuso oggi in forte rialzo, dopo che la Piraeus Bank ha fatto un'offerta di acquisto per quote di controllo di due istituti statali mentre sindacati e industriali hanno firmato un accordo collettivo triennale che augura una parziale pace sociale al governo di Giorgio Papandreou. Il buon andamento del mercato fa seguito all'annuncio dell'offerta della Piraeux Bank per il 77% e il 33% rispettivamente dell'Atebank e dell'Helelnic Postal Bank. Parallelamente il sindacato del settore privato, Gsee ha firmato un nuovo contratto collettivo triennale con la Sev (la Confindustria greca) che prevede un congelamento dei salari per l'anno in corso ma aumenti controllati basati sul tasso previsto di inflazione nella zona Euro per il 2011 e il 2012, pari all'1,5% e all'1,7% rispettivamente. Focus Cina. In mattinata, come accennato, sono stati diffusi i dati sull'economia cinese, la terza al mondo, che ha accusato un rallentamento nel secondo trimestre, secondo i dati annunciati oggi dal Governo locale. La crescita del Pil si è attestata al 10,3% da aprile a giugno, secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica. Anche se si tratta di una crescita a due cifre per il terzo trimestre consecutivo, il dato è in rallentamento rispetto al primo trimestre, quando si era registrato un +11,9% e anche rispetto agli ultimi tre mesi del 2009, quando la crescita era stata del 10,7%. Nel primo semestre 2010 il Pil è cresciuto dell'11,1% su un anno prima. Sempre tra i dati in arrivo dalla Cina, la produzione industriale è cresciuta del 17,6% nel primo semestre del 2010. Gli investimenti nelle zone urbane, uno dei motori dell'economia, sono saliti del 25,5% nella prima parte dell'anno, mentre le vendite al dettaglio sono cresciute del 18,2% sempre nel primo semestre. Debutto timido per Agbank. Alla Borsa di Shanghai era il giorno del debutto per la Agricultural Bank of China (AgBank) per la quale si prevede un nuovo record mondiale in termini di volume dell'Ipo. Il titolo ha aperto gli scambi in rialzo del 2,24% a 2,74 yuan (2,68 yuan il prezzo di emissione), ma ha chiuso a 2,70 yuan, solo lo 0,75 per cento. La modesta performance dell'AgBank ha depresso il mercato di Shanghai nel suo complesso che ha chiuso con un calo dell'1,87%. "Non abbiamo assistito certo a una brillante performance per il primo giorno" ha detto Yan Li, analista della Southwest Securities. Le attese erano per un rialzo tra il 5 e il 15%, secondo quanto scritto dalla Soochow Secutiries. L'introduzione in Borsa di AgBank, quarta e ultima delle «big» cinesi ad approdare in Borsa, potrebbe raggiungere il livello record di 22,1 miliardi di dollari (10,1 miliardi sono già stati incamerati in questa prima tappa) superando così il volume registrato dall'altra grande banca cinese Icbc (21,9 miliardi). Intanto, a Hong Kong, l'altra grande piazza di quotazione del titolo (dove le azioni della banca fondata nel 1950 da Mao Zedong saranno quotate da domani, venerdì), l'offerta AgBank é stata sottoscritta in eccesso di sei volte in vista del debutto domani. Giappone. Il dato, insieme ai dati diffusi dalla Fed mercoledì sera, influisce sulla chiusura della Borsa di Tokyo (-1,12%), che sconta comunque le prese di beneficio dopo i forti guadagni segnati ieri. Il comitato di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) intanto ha deciso di lasciare invariati i propri tassi di riferimento al livello dello 0,10%. La stessa Boj ha nettamente alzato le proprie previsioni di crescita per l'anno di bilancio 2010/11 (aprile/marzo) al 2,6% dall'1,8% precedente. «Un miglioramento è atteso durante l'anno di bilancio 2010/11, in considerazione dell'accelerazione della crescita dei Paesi emergenti», ha spiegato l'istituto di emissione. In precedenza anche il governo aveva alzato le proprie stime di crescita al 2,6% dall'1,4 della stima precedente. Fonte: 24 ore uscita del 21 luglio 2010 |
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