|
Tremonti: “Nessuna tassa sulla prima casa, sì all’imposta unica sulle locazioni” . |
|
|
|
 “Noi non metteremo tasse sulla prima casa”. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti torna a ribadirlo giovedì scorso al termine della seduta del Consiglio di Ministri, sottolineando che “non ci sarà un’imposta sulla prima casa. Quale che sia, una, bina, trina, quadrina. La prima casa è un bene costituzionale e non ci sembra giusto tassarla”. Nel corso di una conferenza stampa tenuta appunto al termine della seduta del consiglio dei ministri Tremonti ha parlato anche della tassa unica sugli affitti. “Stiamo studiando – ha detto – in modo che sia davvero funzionante la cedolare secca sugli affitti su cui pensiamo di dare un grande recupero di gettito” ai comuni. Dunque, a differenza di quanto riportato dalla stampa, ha sottolineato il ministro, “non c’è stata nessuna retromarcia” sulla tassa unica sugli immobili. “Basta leggere i documenti ufficiali per verificarlo”, ha aggiunto. Il ministro ha assicurato che la tassa unica sugli immobili “è un’ipotesi che pensiamo di articolare nel tempo”. Sarà “optativa” e sarà introdotta solo dai comuni che la scelgono e che dovranno prima fare un referendum e poi passare alla fase due. Cioé “semplificare e unificare tutti i tributi che ci sono o in un solo tributo o in qualcosa di meno”. “Noi abbiamo 24 tributi comunali”, ha ricordato Tremonti. “Sono un po’ tanti perché vuol dire 24 moduli, 24 pagamenti, 24 accertamenti e 24 margini di rischio e quindi di sanzione”. Poi ha aggiunto: “Pensiamo che sia civile unificare questi tributi che si sono stratificati nel tempo. Saranno i comuni che scelgono se arrivare a uno o metterne due, tre, quattro. Scelgono loro. Noi pensiamo che sia la via fattibile. Noi non metteremo la tassa sulla prima casa, poi sarà il comune che dice se la tassa sui rifiuti la mette in un modo o in un altro. Diamo quella possibilità”. L’ideale, secondo il ministro, sarebbe “il massimo della concentrazione possibile ma saranno i comuni, con delibere comunali, previi referendum propositivi e quindi costituzionali, a scegliere che menù fiscale vogliono offrire ai cittadini”. Fonte: Quattromura.it Uscita del 27 luglio 2010
|